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| Sabato, 19 Maggio 2012 |
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Siamo a conoscenza che possiede un mezzo idoneo al fuoristrada, ci sarebbe gradita la Sua opinione in merito alla fondazione di un Club di "Fuoristradisti". La invitiamo pertanto a partecipare alle ore 21,30 la sera di venerdì 3 Dicembre alla riunione che si terrà presso il Ristorante Castagnole in Via Berthollet 3 - tel. 651678. La preghiamo, inoltre, di estendere questo invito a quanti sono a Sua conoscenza possessori o appassionati di Mezzi fuoristrada. Voglia gradire distinti saluti. Nel 1966 cambiava nome e simbolo, inalberando la Jeep rampante, che tuttora lo rende distinguibile al primo colpo d’occhio. Nasceva così il CROSS CAR CLUB TORINO. Questa in estrema sintesi la storia del nostro Club. Questi gli otto nomi dei soci fondatori: Ugo Bertolotto, Oscar Capellano, Franco Loppa, Federico Montanaro, Beppe Mussetti, Gino Soressi, Eraldo Stefanini e Italo Vittone. Questa è la prima circolare spedita ai soci del costituente primo club di fuoristrada.
Egregio Signore, La sera di venerdì 28 Gennaio si terrà presso il Ristorante Castagnole - Via Berthollet n. 3 - alle ore 21,15 una riunione di appassionati di fuoristrada per costituire con regolare atto pubblico alla presenza di un notaio quanto segue: - COSTITUZIONE DEL "CROSS CAR CLUB TORINO" - COMPOSIZIONE STATUTO - NOMINA CARICHE Data l’importanza di tali argomenti, si invita vivamente a non mancare. Cordiali saluti. LA SEGRETERIA UN CLUB ALLA VOLTA Ci sembra di particolare interesse diffondere tra gli appassionati di fuoristrada le esperienze ed i principi informatori dei club più vigorosi. Per questo compare su ogni numero un servizio dedicato a un club particolarmente attivo in uno dei vari settori del fuoristrada. Nato alla fine del 1965, il CROSS CAR CLUB TORINO è il più vecchio sodalizio di questo genere oggi operante sul territorio nazionale. Dobbiamo a pochi, ma appassionati ed esperti fuoristradisti, il merito di aver preparato tutto quel bagaglio di esperienze, dati, appunti ed articoli oggi facenti parte del notevole archivio storico e fotografico del Club. Col passare degli anni e con una continua e fruttifera ricerca collettiva nei vari settori del fuoristrada, si è cercato di dare al sodalizio una consistenza ed un'importanza tale da interessare non solo lo specializzato, ma anche il profano che di fuoristrada non ne ha mai sentito parlare. Già nel primo anno di attività si collabora scambiando notizie, caratteristiche, film, opinioni ed esperienze varie, con un Club d'oltre oceano, americano (ricordiamo che in questa particolare attività gli americani sono maestri) con il quale prosegue per molti anni un notevole scambio di scritti. Una delle più famose riviste americane di fuoristrada, ed esattamente « Four-Wheeler », pubblica un ampio articolo su di un raduno dimostrativo indetto dal CROSS CAR CLUB in occasione del 1° Salone internazionale del veicolo industriale. A questa manifestazione, svoltasi su un terreno particolarmente dissestato e difficile, partecipano tutte le più importanti case costruttrici quali FIAT-OM-JEEP-STEYR PUCH ecc. e persino Mercedes, che manda dalla Germania un ingegnere ed un collaudatore a bordo di un mezzo militare Unimog. In quell'occasione (la settimana prima è piovuto) il terreno è in pessime condizioni permettendo così di poter meglio apprezzare le qualità dei singoli mezzi.
Conosciuto ormai da molti, il CROSS viene interpellato anche per collaborare al collaudo, alla costruzione e alla messa a punto di vari veicoli. Al club viene affidato il prototipo del Ranger 4 x 4 della Ditta Ferves la quale successivamente dà, per un più severo collaudo, due di questi mezzi ai nostri soci Angelo Colli, esperto conoscitore delle piste Africane e Giuseppe Buffa espertissimo tecnico in meccanica fuoristradistica. Il raid di circa 5000 km attraverso Marocco, Sahara Spagnolo, Mauritania e Senegal viene portato a termine felicemente nonostante notevoli difficoltà meccaniche e di percorso. Infatti, già dal 1962, Federico Formica era in possesso dei piani di costruzione della « buggy » Sportster della Ditta Californiana EMPI con la quale per molti anni è stato in contatto. La prima « Dune buggy », però è stata quella del socio « fondatore » Ugo Bertolotto, circolante già dal 1965. Poco dopo anche Formica portava a termine il suo esemplare conquistando con tale vettura il Trofeo dei Club per l'anno 1970. Per ciò che riguarda le competizioni, il CROSS CAR CLUB TORINO, dal canto suo non è nella possibilità di patrocinarle. All'art. 2 par. e) dello Statuto si legge testualmente: « Non rientra nell'attività del CROSS CAR CLUB l'organizzazione ed il patrocinio di gare, competizioni od incontri aventi carattere agonistico ». Ad ogni singolo socio che però abbia intenzione di partecipare a competizioni nazionali o internazionali, il sodalizio concede tutta l'assistenza possibile e necessaria per la migliore conquista di un ottimo piazzamento. Nel gennaio del 1969 si svolge in Francia un rally per veicoli fuoristrada, organizzato dalla Association Sportive Automobile des Hauts-de-Seine, su un percorso di ben 120 km. Ad esso partecipa anche Giuseppe Buffa che, alla guida di un Ranger 4x4, con i colori del Club, ottiene un ottimo 3° posto assoluto, risultando primo della propria categoria. È un'affermazione notevole e di buon auspicio per le numerose competizioni che si svolgeranno in futuro, infatti è stato un anno particolarmente propizio per i soci corsaioli che partecipando a tutte le gare in programma hanno portato un notevole numero di coppe al Club. L'anno successivo si va a correre con la « Super squadra di piloti » a Bologna dove, per celebrare la sua recente nascita, il Club Nazionale Fuoristrada ha organizzato un « trofeo ». Ben 7 soci del CROSS CAR partecipano piazzandosi, su 23 concorrenti, al 3° 4° 7° 9° 11° e 19° posto. In quell'occasione il Club affitta a Sue spese una « bisarca » per trasferire le macchine dei soci. Nel 1970 è messo in palio tra gli stessi un bellissimo Trofeo che viene concesso a fine anno al socio che ha ottenuto il miglior punteggio totale assegnato (dal regolamento interno) alla fine di ogni gara alla quale egli abbia partecipato. Al termine della stagione corsaiola, oltre al trofeo, vengono assegnate numerose coppe e premi offerti oltre che dal Club anche da Enti ed Aziende. Nel mese di ottobre del 1967 il Club torinese ha collaborato con la sezione subacquei della città all'esplorazione del lago dei Settecolori, trasportando in quota, attraverso difficili strade, materiale e uomini. Ai primi del mese di giugno del 1968 purtroppo una grave disgrazia colpisce il CROSS CAR CLUB, infatti l'uomo che ha dato lo spunto e l'impulso a tutte le maggiori attività sociali e che fin dalla fondazione è stato insuperabile Presidente, perde la vita in un banale incidente occorsogli durante il collaudo di un mezzo fuoristrada. Ciò nonostante, spinti dal ricordo ancora e sempre vivo dell'attività passata, si organizza per il 20 e 21 luglio 1968, il primo « Jamboree » di fuoristrada in campo nazionale, (così definito dalla rivista « L'Automobile » n. 29 del 21 luglio 1968) sulle montagne della Val di Susa. Si parte al sabato mattina per rientrare, dopo il pernottamento all'aperto a quota 1800, alla domenica sera dopo aver percorso molti km di vero fuoristrada. Per la prima volta nel nostro paese si fa un « esperimento » del genere e nei giorni seguenti parecchi giornali ne parlano con entusiasmo e simpatia. Visto l'esito positivo della manifestazione si decide di ripeterla ed infatti, il 28 e 29 giugno 1970, si ha la seconda edizione del « Jamboree » che in quell'anno interessa persino il territorio francese. II pernottamento questa volta però è alla Baita alpina in Vai di Thures a mt 1670, dove viene cucinata un'ottima cena a base di polenta e salsicciotti innaffiati da eccellente vino. Principale attività del Club è quella di organizzare per i suoi iscritti gite domenicali sulle meravigliose Alpi che circondano Torino, infinite miniere di sempre diversi itinerari impegnativi e non. Un notevole archivio cartografico, del quale fanno parte principalmente le tavole militari al 25.000 e al 200.000, serve al comitato direttivo per organizzare le varie gite domenicali che in genere si svolgono 3 festività su 4. Tutta la documentazione è anche a totale disposizione di ogni singolo socio che intenda compiere isolatamente alcuni itinerari e si rivolga al Club per avere notizie precise sui percorsi. Vengono anche organizzate proiezioni, dove oltre ai film e diapositive di proprietà del Club, vengono proiettati documenti inediti dei soci che ogni singolo « cineasta » ha la facoltà di illustrare. A cura del CROSS CAR CLUB TORINO sono anche proiettati in circoli cinematografici documentari su viaggi compiuti con mezzi fuoristrada sotto il patrocinio del Club. Dalla fondazione non è passato anno senza che un nostro socio abbia portato i colori sociali in Africa. Infatti, periodicamente, una o più macchine compiono escursioni nel Continente Nero. A tale proposito si sta « costruendo », con un faticoso e lungo lavoro di ricerca e raccolta, un archivio forte di tutte quelle notizie utili concernenti le piste dei vari stati africani. Saranno archiviati dati sulla difficoltà dei percorsi, sui luoghi di rifornimento di carburante e di acqua, sui punti dove si può trovare assistenza meccanica ecc. In campo sociale il CROSS CAR CLUB TORINO è impegnato (con alcuni suoi soci che mettono a disposizione i loro mezzi) con il Soccorso Alpino per tutti quei casi di pronto intervento in montagna che richiedano il particolare impiego di un mezzo a quattro ruote motrici. Alcuni, per non dire la quasi totalità dei soci, sono collegati via radio per mezzo di quei famosi (e tanto maltrattati dalla Legge Italiana) apparecchi detti « baracchini », che in caso di necessità, oltre che per divertimento, possono servire per collegamenti in zone disagiate. |